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23/12/2011 - La Cassazione Decide Di Revisionare Tre Processi Di Omicidio, Il Vero Colpevole Sarebbe Il Serial Killer Ben Mohamed Ezzedine Sebai

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Ben Mohamed Ezzedine Sebai, quarantotto anni tunisino, si trova in carcere dal 1997 perchè ritenuto responsabile di quattro omicidi, tutti ai danni di donne anziane risiedenti in puglia. Al suo arresto disse di aver ucciso per quindici volte e oggi la cassazione da il via alla revisione di tre processi dove furono condannate altre tre persone.




I tre uomini condannati per quegli omicidi sono: Vincenzo Faiuolo, condannato a venticinque anni di carcere (ne ha già scontati 15) per l’omicidio di Pasqua Ludovico anziana donna uccisa a Castellaneta il 14 maggio 1997;

Giuseppe Tinelli e Davide Nardelli entrambi condannati per aver ucciso, il 13 agosto 1995 a Palagiano, l’anziana Celeste Commesatti, Nardelli è già libero dopo aver passato sette anni in carcere, invece Tinelli sta ancora scontando l' ergastolo perchè ritenuto colpevole anche dell' uccisione di Maria Valente, uccisa a Palagiano il 29 luglio 1997.

Per altri omicidi, successivamente confessati da Sebai, sono state condannate altre persone: Francesco Orlandi e Cosimo Montemurro, tornati in libertà dopo aver scontato la loro pena, e Vincenzo Donvito condannato per l’omicidio di Celeste Commesatti che, si è tolto la vita in carcere nel luglio 2005.

Aggiornamento:

1612/2012 - E' Morto In Carcere Il Serial Killer Delle Vecchiette
Ben Mohamed Ezzedine Sebai, serial killer tunisino di quarantanove anni, si è impiccato nella sua cella, inutile la corsa in ospedale.
Trovato impiccato nella sua cella del carcere Due Palazzi di Padova, dove stava scontando 5 ergastoli per altrettanti omicidi, è stato trasportato d' urgenza all' ospedale di Padova dove i medici non hanno rilevato attività cerebrale, il decesso è avvenuto alle ore 10:10.

Il legale del serial killer, Luciano Faraon, ha espresso delle perplessità in sull' utenticità del suicidio del suo assistito.

Secondo lui infatti Sebai non gli ha dato mai l' impressione di voler commettere l' estremo gesto:

"Una decina di giorni fa, quando sono andato a trovarlo mi ha chiesto una Bibbia, malgrado fosse musulmano. Non ho notato nulla di strano, era tranquillo."

Sempre secondo il legale, Sebai non aveva alcun motivo per tentare il suicidio, infatti a suo favore c' una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio una condanna per un omicidio commesso da lui a Lucera, ciò vuol dire che poteva sperare di ottenere la revisione dei processi a suo carico inquanto incapace di volere a causa di una lesione al capo subita da bambino.

Secondo il proprio difensore aveva dunque buone possibilità di ritornare a casa o di essere trasferito in una struttura apposita, dove sarebbe stato curato per la sua patologia.

Ad accendere questa speranza è stata la perizia della difesa, eseguita dal Dottor Vincenzo Mastronardi, che avrebbe rilevato gli effetti provocati da un danno cerebrale causato da un colpo al capo, subito all' età di sette anni, sferrato dal padre dello stesso killer con una chiave inglese.

Tale lesione cerebrale dunque avrebbe influito in maniera decisiva sulle facoltà mentali dell’imputato al momento dei crimini.

avvocato Faraon ha chiesto alla procura di Padova che venga aperta un’inchiesta per fare chiarezza sulle circostanze del decesso e venga disposta l’autopsia sul corpo.

Per chi non conoscesse il caso di Ben Mohamed Ezzedine Sebai può colmare questa sua lacuna guardando l' episodio de La Linea D' Ombra dedicato a lui che si trova sul sito (qui).